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Densità della micro-schiuma

L'utilizzo della schiuma in scleroterapia ha permesso di aumentare l'efficacia degli agenti sclerosanti, trasformando un liquido in un corpo più solido e viscoelastico, mantenendo più a lungo la Schiuma Sclerosante all'interno delle vene varicose. Le forme liquide, sebbene siano più cariche di molecole sclerosanti, sia in concentrazione che in volume, sono in definitiva molto meno efficaci delle schiume. Ciò che quindi prevale è più la forma fisica di ciò che viene iniettato che la sua concentrazione o il suo volume di liquido iniziale. Ciò che conta, infatti, è la reologia della schiuma: deve poter passare nei tronchi da trattare ottimizzando l’effetto sclerosante; secca, più concentrata e compatta, riempiendo tutto il volume dei vasi di grosso calibro; più umida, meno concentrata e più fluida nelle piccole vene e varicosità.

La densità della schiuma può essere variata in funzione del contesto terapeutico, predeterminato, modificando i volumi di liquido sclerosante e di aria o gas sterile inizialmente introdotti nella siringa monouso. 

Per questo è necessario tenere conto sia della concentrazione del liquido sclerosante che del rapporto tra il volume di sclerosante e quello di aria o gas sterile immessi nella siringa monouso. 

Il volume iniziale di liquido sclerosante viene determinato in base a diversi criteri:   

  • il volume della siringa scelta
  • la concentrazione degli sclerosanti proposti   
  • la consistenza richiesta della schiuma, che a sua volta dipende dal diametro delle vene varicose da trattare.

Quanto più strategicamente importante è la lesione da trattare, tanto più efficace dovrà essere l’embolia schiumosa: in particolare con una struttura più voluminosa, compatta e meno mobile e una maggiore concentrazione del liquido sclerosante utilizzato, compensato dalla piccola quantità di sostanza contenuta, si ottiene una schiuma più secca.

Esiste quindi una relazione necessaria, sia fisica ma anche strettamente terapeutica, tra la struttura più o meno densa e compatta della schiuma e la concentrazione del liquido sclerosante utilizzato per produrre tale schiuma. 

 È inoltre necessario stabilire una correlazione tra consistenza e concentrazione dei tipi di schiume prodotte per le diverse indicazioni d’uso. Possiamo infatti schematicamente affermare che quanto più siamo lontani da un punto di fuga, di una perforante o di una cross incontinente, più il rapporto 1:4 tra la concentrazione media del liquido sclerosante e l’aria può e deve essere ottenuto, viceversa, in prossimità di una zona di reflusso importante sul piano terapeutico, per ottenere il risultato desiderato, è da preferire una texture più secca e compatta e più concentrata di agenti tensioattivi.

Per le “schiume umide e morbide” usate per trattare vene del piccolo circolo e le piccole varicosità, sembra adeguato un rapporto di 1:1, 1:2 a 1:3 di liquido rispetto all'aria atmosferica per una concentrazione di liquido sclerosante compresa tra 0,125% e 0,250%. L'obiettivo è rendere il movimento della schiuma più fluido in queste strutture sinuose e nei calibri più sottili.
Per quanto riguarda in particolare i rapporti 1:2 e 1:3 occorre tenere conto del volume d'aria contenuto nel tubo che è esattamente 1ml fino al livello del cono LÜER della siringa, quando questa viene inserita nel raccordo del dispositivo. Nel caso del rapporto 1:1 la siringa deve contenere solo 1ml di liquido sclerosante, l'aria di un volume di 1ml proveniente da quella del tubicino. Per trasferire la schiuma nella siringa, è quindi necessario premere con decisione sul tubicino mentre si aspira con lo stantuffo della siringa per recuperare il massimo volume di schiuma. Il procedimento è più semplice con il rapporto 1:2 perché la siringa da emulsionare deve contenere 1 ml di Liquido e 1 ml di aria a cui va aggiunto 1 ml di aria contenuta nel tubicino del dispositivo, cioè 1 vol di Liquido per 2 volumi d'aria. 

Per le “schiume medie” con un rapporto di 1:4 e a seconda delle dimensioni delle vene varicose da trattare, comprese tra 2 e 6-7 mm di diametro, una concentrazione compresa tra 0,5% e 1% sembra essere una pratica abituale: l’obiettivo è il riempimento ottimale del contenitore, che non sembra, dopo valutazione, presentare particolari difficoltà alla scleroterapia. 

Per le “schiume secche e compatte” il cui rapporto liquido/aria varia da 1:5 a 1:6, o anche 1:8, possiamo logicamente pensare che la concentrazione poi utilizzata debba essere dall’1,5% al 2% e anche fino al 3% per le texture molto secche usate limitatamente nei casi in cui non si è ottenuto risposta nelle precedenti sedute, in particolare per calibri superiori a 6-7 mm di diametro, l'elevata concentrazione dello sclerosante, che compensa la piccola quantità di liquido sclerosante utilizzato per realizzare questa schiuma, al movimento reologico molto lento sono necessari per la sclerosi.

Gli articoli completi pubblicati sulla rivista Phlébologie/Annales Vasculaires dell'ottobre 2013, nonché sulla rivista Angéiologie 66 n. 4 del febbraio 2015 possono essere consultati nella sezione "Pubblicazioni".